Meta starebbe sviluppando una nuova generazione di intelligenza artificiale molto più autonoma rispetto ai classici chatbot che oggi conosciamo. Secondo quanto riportato dal Financial Times e ripreso da Reuters, il gruppo guidato da Mark Zuckerberg starebbe lavorando a un assistente AI “agentic”, cioè un sistema capace non solo di rispondere alle domande degli utenti, ma di prendere iniziative ed eseguire attività concrete in autonomia.
Non si parla più semplicemente di un assistente conversazionale come quelli già integrati nelle piattaforme social o negli smartphone. L’obiettivo sarebbe costruire una vera e propria AI personale capace di interagire con applicazioni, strumenti digitali e servizi online in modo autonomo, svolgendo operazioni al posto dell’utente. Secondo le indiscrezioni, Meta starebbe sviluppando internamente progetti come “Hatch” e un agente AI dedicato allo shopping che potrebbe arrivare su Instagram entro il 2026. L’idea è creare sistemi in grado di prenotare servizi, acquistare prodotti, organizzare attività personali e gestire contenuti digitali con un intervento umano sempre più ridotto.
DAI CHATBOT AGLI “AGENTI DIGITALI”
La vera novità non è l’intelligenza artificiale in sé, ma il salto concettuale che questa tecnologia rappresenta.
Fino a oggi, strumenti come ChatGPT, Gemini o Meta AI funzionano prevalentemente come sistemi reattivi: l’utente fa una richiesta e l’AI risponde. L’agentic AI, invece, introduce un modello completamente diverso. L’intelligenza artificiale non si limita a generare testo o suggerimenti, ma diventa un soggetto operativo capace di pianificare azioni, utilizzare strumenti esterni, interagire con piattaforme ed eseguire compiti in autonomia.
In pratica, l’utente non utilizza più direttamente il servizio digitale, ma delega l’azione all’intelligenza artificiale. Nel prossimo futuro, un assistente AI potrebbe confrontare prodotti online, effettuare prenotazioni, compilare moduli, rispondere a email, gestire documenti o coordinare attività lavorative senza un controllo continuo da parte della persona.
È un passaggio che cambia profondamente il rapporto tra esseri umani, piattaforme e tecnologia.
META E LA NUOVA CORSA ALL’AI
Il progetto si inserisce nella competizione globale tra Big Tech sull’intelligenza artificiale avanzata. OpenAI, Google, Anthropic, Microsoft e Amazon stanno investendo miliardi nello sviluppo di sistemi sempre più autonomi e capaci di interagire con il mondo reale. Meta, che inizialmente sembrava in ritardo rispetto ad altri competitor, sta ora accelerando enormemente sugli investimenti infrastrutturali e sui modelli AI proprietari.
Si evidenzia come Meta stia aumentando in modo significativo la spesa per data center, infrastrutture computazionali e sviluppo di nuovi modelli avanzati.
Dietro questa corsa non c’è soltanto innovazione tecnologica, ma una vera battaglia economica e strategica. Chi controllerà gli assistenti AI del futuro potrebbe controllare una parte enorme dell’economia digitale, dalla pubblicità ai servizi online, fino alla gestione dei dati personali e delle interazioni quotidiane degli utenti.
L’AI agentica potrebbe infatti diventare il nuovo intermediario universale tra persona e internet.
IL GRANDE TEMA GIURIDICO: CHI RISPONDE DELLE AZIONI DELL’AI?
È qui che emergono i problemi più delicati.
Quando un chatbot genera una risposta errata, il danno resta relativamente limitato. Ma cosa accade quando l’intelligenza artificiale agisce concretamente al posto dell’utente?
Se un agente AI effettua un acquisto sbagliato, viola una normativa, diffonde dati personali oppure conclude operazioni non autorizzate, il problema della responsabilità diventa immediatamente centrale. La questione è capire chi debba rispondere delle conseguenze: l’utente, la piattaforma, lo sviluppatore del modello AI oppure il provider dell’infrastruttura tecnologica.
Il tema è particolarmente rilevante perché questi sistemi iniziano a operare con un livello di autonomia molto più elevato rispetto agli strumenti tradizionali. In Europa, il dibattito si collega direttamente all’AI Act, che introduce obblighi specifici per i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio, e al GDPR, soprattutto in materia di profilazione automatizzata, trasparenza e trattamento dei dati personali.
PRIVACY E PROFILAZIONE: L’AI CHE CONOSCE TUTTO DI TE
Per funzionare davvero, un assistente AI personale dovrebbe avere accesso a enormi quantità di dati: conversazioni, email, cronologia acquisti, posizione geografica, agenda personale, preferenze e attività online.
Più l’agente AI è efficiente, più deve conoscere profondamente l’utente. Ed è proprio questo il nodo critico.
Un sistema del genere rischia di creare livelli di profilazione mai visti prima, concentrando nelle mani delle Big Tech una quantità enorme di informazioni personali e comportamentali. Il rischio non riguarda soltanto la privacy individuale, ma anche il potere economico e informativo delle piattaforme.
Se l’AI diventa il filtro attraverso cui passano tutte le nostre decisioni digitali, chi controlla quell’intelligenza artificiale potrebbe influenzare cosa compriamo, quali contenuti vediamo, quali servizi utilizziamo e persino le decisioni quotidiane che prendiamo online.
IL FUTURO DELL’INTERNET POTREBBE CAMBIARE
L’agentic AI rappresenta probabilmente uno dei cambiamenti più radicali dell’ecosistema digitale degli ultimi anni.
Internet è sempre stato costruito sull’interazione diretta tra utente e piattaforma. Ora, invece, potrebbe emergere un modello completamente diverso, in cui l’interazione viene mediata da agenti intelligenti autonomi.
In questo scenario, l’essere umano rischia di passare da utente attivo a semplice supervisore di sistemi automatizzati che operano continuamente per suo conto.
Meta sembra voler giocare un ruolo centrale in questa trasformazione. La vera domanda, però, non è soltanto tecnologica. La domanda è giuridica, sociale e politica: siamo davvero pronti a delegare decisioni e attività quotidiane a intelligenze artificiali autonome?
A cura degli studenti sotto la Facoltà di Giurisprudenza e Ingegneria Informatica