L’Unione Europea ha ufficialmente finalizzato il suo “Codice di Condotta” per le intelligenze artificiali di uso generale (General Purpose AI), come GPT‑4, Gemini, Claude e altri modelli di grandi dimensioni. Il documento, non vincolante ma fortemente raccomandato, integra il quadro normativo già delineato dall’AI Act, anticipandone l’applicazione e offrendo linee guida operative per le big tech che sviluppano modelli di AI avanzata.
Il codice è frutto di mesi di negoziazione tra la Commissione Europea e i principali attori del settore tecnologico, tra cui OpenAI, Google DeepMind, Microsoft e Meta, nonché con il supporto del G7 e dell’OCSE. La Commissione sottolinea che si tratta di un passo "storico" verso una AI trasparente, etica e conforme ai valori europei.
Cosa prevede il Codice?
Ecco i punti salienti del documento, entrato in vigore in forma preliminare già nell’agosto 2024:
· Trasparenza nella generazione dei contenuti:
Le aziende dovranno garantire che i contenuti generati da AI siano chiaramente identificabili. L’etichettatura automatica sarà obbligatoria per evitare il rischio di deepfake, disinformazione o manipolazione dell’opinione pubblica.
· Obblighi di valutazione del rischio:
I fornitori di AI generaliste dovranno effettuare audit interni su sicurezza, bias e impatti sociali dei modelli, condividendo pubblicamente i risultati con le autorità competenti.
· Tutela del diritto d’autore:
Vietato l’uso di dati protetti da copyright per addestrare i modelli, se non con licenza esplicita. Questo punto mira a proteggere autori, editori, artisti e produttori di contenuti dalla "estrazione indebita" di valore creativo.
· Cooperazione istituzionale:
Le imprese dovranno collaborare con l’AI Office dell’UE e con le autorità nazionali, fornendo documentazione tecnica e risposte tempestive in caso di richieste d’indagine o segnalazioni di violazioni.
Perché è importante?
Anche se non ha valore giuridico diretto, il codice rappresenta uno strumento di soft law capace di:
- Definire uno standard europeo autorevole
- Prevenire futuri contenziosi legali con orientamenti chiari
- Offrire un vantaggio competitivo alle aziende che si conformano volontariamente
- Creare fiducia nei cittadini e nei mercati, soprattutto in ambiti sensibili come la sanità, la giustizia e l’istruzione
Prime adesioni e critiche
Secondo quanto riportato dal Financial Times, tra le prime aziende firmatarie ci sono Google, Mistral e Aleph Alpha. Tuttavia, alcuni colossi come OpenAI e Anthropic non hanno ancora sottoscritto il Codice, facendo emergere interrogativi sulla sua reale efficacia nel breve termine.
Un portavoce della Commissione ha dichiarato:
“Siamo fiduciosi che l’adesione aumenterà. Il Codice non è una minaccia, ma un’opportunità per anticipare la regolamentazione e costruire un mercato digitale più affidabile.”
Il Codice UE in conclusione rappresenta un segnale politico forte: l’Europa non aspetta la prossima crisi per regolamentare, ma anticipa le sfide. In un contesto globale in cui USA e Cina stanno adottando approcci più frammentari o permissivi, Bruxelles scommette su un modello cooperativo e garantista.
Per giuristi, aziende e policymaker, si apre una nuova fase di compliance proattiva, dove diritto e tecnologia dovranno dialogare più che mai.
A cura degli studenti sotto la Facoltà di Giurisprudenza e Ingegneria Informatica