COSA SONO LE AZIONI TOKENIZZATE E PERCHÉ OGGI SONO CENTRALI
La tokenizzazione finanziaria consiste nella rappresentazione digitale di un’attività finanziaria attraverso un token registrato su una blockchain o, più in generale, su una Distributed Ledger Technology (DLT).
Applicata al mercato azionario, questa tecnologia può consentire di rappresentare su infrastrutture digitali azioni, diritti collegati a titoli oppure strumenti il cui valore segue quello di un’azione quotata.
La distinzione è fondamentale, perchè un token che richiama il prezzo di un’azione non attribuisce necessariamente la proprietà dell’azione stessa.
A seconda della struttura giuridica utilizzata, l’investitore può detenere direttamente un titolo tokenizzato, un diritto economico collegato al titolo custodito da un intermediario oppure uno strumento derivato che replica semplicemente l’andamento dell’attività sottostante.
La stessa Securities and Exchange Commission statunitense ha chiarito nel 2026 che possono esistere differenti modelli di tokenized securities: titoli tokenizzati direttamente dall’emittente, strutture create da soggetti terzi con attività sottostante in custodia e strumenti che forniscono soltanto un’esposizione sintetica.
La promessa tecnologica è ambiziosa:
- Negoziazione potenzialmente continua
- Frazionamento degli investimenti
- Trasferimenti più rapidi
- Settlement automatizzato
- Smart contract
- Integrazione tra mercati tradizionali e finanza decentralizzata
La blockchain, quindi, non sta semplicemente creando nuovi asset, ma sta tentando di modificare l’infrastruttura attraverso cui gli asset finanziari vengono emessi, scambiati, custoditi e trasferiti.
NON UNA SEMPLICE INNOVAZIONE TECNICA: IL MERCATO DIVENTA PROGRAMMABILE
La tokenizzazione non deve essere confusa con una nuova moda del settore crypto.
Il fenomeno riguarda direttamente il funzionamento dei mercati finanziari.
Nell’architettura tradizionale, una transazione può coinvolgere borse, broker, clearing house, depositari centrali, banche custodi e sistemi di settlement.
La tecnologia DLT punta, almeno teoricamente, a rendere alcune di queste funzioni più integrate, automatizzate e programmabili, ed è qui che finance e tech iniziano realmente a convergere.
Un titolo registrato su una blockchain può essere progettato affinché determinate operazioni siano eseguite automaticamente attraverso codice: trasferimenti, verifiche, distribuzioni economiche e altre funzioni possono essere incorporate nell’infrastruttura digitale.
L’Unione Europea ha già riconosciuto questo potenziale attraverso il DLT Pilot Regime, operativo dal 23 marzo 2023, che consente di sperimentare infrastrutture dedicate alla negoziazione e al regolamento di strumenti finanziari basati su DLT.
Il regime contempla nuove categorie di infrastrutture, tra cui:
- DLT Multilateral Trading Facilities
- DLT Settlement Systems
- DLT Trading and Settlement Systems
La Commissione europea ha inoltre ribadito nel 2026 che il quadro permette di sperimentare la negoziazione e il settlement di azioni, obbligazioni e quote di UCITS tokenizzate, attraverso deroghe mirate ad alcune regole tradizionali, senza abbandonare gli obiettivi di tutela dell’investitore e integrità del mercato.
DEMOCRATIZZAZIONE DELLA FINANZA O NUOVO LIVELLO DI RISCHIO?
La posizione favorevole
Secondo i sostenitori, la tokenizzazione potrebbe rendere i mercati finanziari più accessibili ed efficienti.
Un’infrastruttura digitale può favorire:
- Investimenti frazionati
- Maggiore accessibilità internazionale
- Riduzione di alcune frizioni operative
- Automazione del settlement
- Maggiore programmabilità degli strumenti
- Estensione degli orari di negoziazione
La prospettiva più radicale è quella di mercati che non dipendono più completamente dagli orari delle borse tradizionali.
Robinhood, per esempio, nel luglio 2026 ha annunciato una nuova generazione di Stock Tokens utilizzabili, per gli utenti idonei e nelle giurisdizioni in cui sono disponibili, anche attraverso negoziazione 24/7 sulla Robinhood Chain e integrazione con applicazioni DeFi.
La posizione critica
L’apertura continua del mercato non elimina i rischi, anzi, può crearne di nuovi.
Se il token continua a essere negoziato mentre il mercato dell’azione sottostante è chiuso, la formazione del prezzo può diventare più complessa. Alla volatilità finanziaria si aggiungono inoltre rischi tecnologici, operativi, contrattuali e soprattutto emerge una questione centrale:
che cosa possiede realmente l’investitore?
Perché dietro due token apparentemente identici possono esistere diritti giuridici completamente differenti.
La velocità dell’infrastruttura non sostituisce la certezza del diritto.
LE CRITICITÀ REALI: COMPRARE UN TOKEN NON SIGNIFICA SEMPRE COMPRARE UN’AZIONE
Uno dei rischi maggiori è proprio la confusione tra rappresentazione economica e proprietà giuridica.
Un esempio concreto arriva dai Classic Stock Tokens offerti da Robinhood Europe.
La piattaforma precisa che questi strumenti seguono il prezzo di azioni ed ETF quotati, ma sono contratti derivati registrati su blockchain.
L’investitore non acquista direttamente l’azione sottostante e non ottiene automaticamente i diritti collegati alla sua proprietà.
Questo significa che prima di acquistare un’azione tokenizzata devono essere analizzati almeno quattro elementi:
- Titolarità: il token rappresenta davvero una partecipazione nell’emittente?
- Custodia: chi possiede o custodisce l’attività sottostante?
- Diritti: il possessore dispone di voto, dividendi o altri diritti societari?
- Controparte: cosa accade se l’intermediario che struttura il token diventa insolvente?
A questi problemi si aggiungono cybersecurity, vulnerabilità degli smart contract, gestione delle chiavi digitali, interoperabilità tra blockchain e infrastrutture tradizionali, corporate actions e possibili differenze di liquidità.
La blockchain può rendere immutabile una registrazione, ma non rende automaticamente corretto il rapporto giuridico che quella registrazione rappresenta.
Un codice tecnicamente perfetto può comunque incorporare una struttura contrattuale debole, ed è proprio qui che il diritto finanziario torna centrale.
LA BLOCKCHAIN NON CANCELLA IL DIRITTO FINANZIARIO
Uno degli equivoci più frequenti consiste nel pensare che un titolo, una volta trasferito sulla blockchain, entri automaticamente nel mondo delle criptovalute, però non funziona così.
La tecnologia utilizzata non determina da sola la natura giuridica dello strumento.
Negli Stati Uniti, la SEC ha affermato chiaramente che la forma tokenizzata non modifica automaticamente l’applicazione della securities regulation e che conta la realtà economica e giuridica dello strumento.
La stessa logica emerge nell’ordinamento europeo.
MiCA non rappresenta infatti il contenitore normativo universale di qualsiasi asset registrato su blockchain: i crypto-asset che qualificano come strumenti finanziari restano fuori dal suo campo di applicazione e continuano a ricadere nella disciplina finanziaria europea applicabile.
Questo significa che tokenizzazione non equivale a deregolamentazione.
Se un asset è un titolo finanziario, continuano a essere centrali questioni come:
- Protezione dell’investitore
- Trasparenza
- Market abuse
- Custodia
- Adeguatezza e appropriatezza
- Organizzazione degli intermediari
- Integrità del mercato
La vera innovazione non consiste quindi nel portare Wall Street fuori dalla legge, ma consiste nel capire come applicare le garanzie costruite per i mercati tradizionali a un’infrastruttura finanziaria che potrebbe funzionare in modo radicalmente diverso.
ROBINHOOD, SEC E IL LABORATORIO EUROPEO
Il 2026 sta rendendo questa trasformazione sempre meno teorica.
Negli Stati Uniti, la SEC ha pubblicato una specifica dichiarazione sulle tokenized securities, distinguendo tra strumenti tokenizzati dall’emittente, modelli basati sulla custodia di titoli tradizionali e strumenti sintetici creati da terzi.
In Europa, il fenomeno è già visibile al pubblico retail.
Robinhood Europe offre Classic Stock Tokens che permettono di ottenere esposizione economica ad azioni ed ETF statunitensi. La negoziazione può avvenire per gran parte della settimana, ma la società precisa espressamente che il cliente acquista un derivato e non direttamente il titolo sottostante.
Parallelamente, Robinhood ha sviluppato una propria infrastruttura blockchain e nel luglio 2026 ha presentato Stock Tokens destinati, nelle giurisdizioni idonee, a essere trasferibili e utilizzabili all’interno di un ecosistema on-chain più ampio.
L’Europa sta seguendo una strada differente ma complementare.
Il DLT Pilot Regime rappresenta un vero laboratorio regolatorio: permette agli operatori autorizzati di sperimentare trading e settlement attraverso DLT, mantenendo come obiettivi dichiarati protezione degli investitori, stabilità finanziaria, trasparenza e integrità del mercato.
La Commissione ha riconosciuto nel 2026 che l’adozione iniziale del regime è stata ancora limitata e ha proposto di ampliarne durata e portata per favorire maggiore scala e competitività.
La direzione, però, è ormai evidente.
La tokenizzazione sta entrando nella finanza regolamentata.
LA PROSPETTIVA FUTURA: QUANDO WALL STREET NON AVRÀ PIÙ UN ORARIO
La trasformazione più importante potrebbe non essere la nascita di una nuova categoria di asset.
Potrebbe essere la progressiva scomparsa della distinzione tra finanza tradizionale e finanza digitale.
Azioni, obbligazioni, fondi e altri strumenti potrebbero essere emessi, scambiati e regolati attraverso infrastrutture programmabili mantenendo, allo stesso tempo, la propria natura di strumenti finanziari.
ESMA ha osservato nel marzo 2026 che l’adozione della tokenizzazione in Europa rimane ancora limitata, ma sta acquisendo slancio, anche attraverso la crescita dei fondi monetari tokenizzati.
Il punto di arrivo potrebbe essere un mercato nel quale:
- La tecnologia consente operatività quasi continua
- Il settlement diventa sempre più rapido
- I titoli possono interagire con smart contract
- I mercati diventano maggiormente internazionali
- Le infrastrutture finanziarie diventano programmabili
Ma più il mercato diventa tecnologicamente invisibile, più diventa importante rendere visibili i diritti dell’investitore.
Sapere che un token esiste sulla blockchain non basta.
Bisogna sapere chi lo ha emesso, quale attività rappresenta, chi custodisce il sottostante, quali diritti attribuisce, quale autorità supervisiona l’operazione e quale tutela rimane disponibile se qualcosa va storto.
La blockchain può cambiare il modo in cui possediamo e trasferiamo valore, ma non può eliminare la necessità di fiducia, responsabilità e regole.
La Borsa del futuro potrebbe essere aperta ventiquattro ore su ventiquattro.
La vera sfida del FinTech Law sarà garantire che anche la tutela dell’investitore rimanga sempre attiva.
A cura degli studenti sotto la Facoltà di Giurisprudenza e Ingegneria Informatica
NOTE E RIFERIMENTI
- U.S. Securities and Exchange Commission – Statement on Tokenized Securities, 30 gennaio 2026.
SEC – Statement on Tokenized Securities - European Securities and Markets Authority – DLT Pilot Regime.
ESMA – DLT Pilot Regime - European Commission – DLT and tokenisation: paving the way for an “internet of value”, 21 aprile 2026.
European Commission – DLT and Tokenisation - Robinhood – Robinhood Chain Mainnet, Stock Tokens, Agentic Trading and DeFi Products, 1 luglio 2026.
Robinhood – Stock Tokens and Robinhood Chain - Robinhood Europe – About Classic Stock Tokens.
Robinhood Europe – Classic Stock Tokens - Regolamento (UE) 2023/1114 – Markets in Crypto-Assets Regulation (MiCA), EUR-Lex.
EUR-Lex – Regolamento MiCA