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Le migliori opportunità legali finiscono sempre agli stessi? Lo studio che accende il dibattito

17 June 2026 4 min. lettura

Per molti studenti di giurisprudenza statunitensi ottenere una judicial clerkship rappresenta uno dei traguardi più prestigiosi all'inizio della carriera professionale. Si tratta di incarichi svolti a stretto contatto con i giudici, durante i quali i giovani laureati partecipano alla ricerca giuridica, alla preparazione delle decisioni e all'analisi delle questioni processuali più complesse. 
Tradizionalmente queste esperienze avevano una durata limitata e costituivano un passaggio tra l'università e l'ingresso nel mercato del lavoro. Oggi, però, qualcosa sta cambiando. Un recente studio ha evidenziato come un numero crescente di giovani giuristi stia accumulando più incarichi consecutivi presso diversi tribunali e diversi giudici, dando vita a un fenomeno ormai noto come "clerkship stacking". 

 
LA CORSA AL CURRICULUM PERFETTO 

Sempre più neolaureati scelgono di svolgere due, tre o addirittura quattro clerkship consecutive prima di entrare stabilmente in una law firm o in altre professioni giuridiche. 
La ragione è semplice. Ogni incarico aggiuntivo aumenta il prestigio del curriculum, migliora la reputazione professionale e può aprire le porte agli studi legali più importanti del Paese. Alcune law firm statunitensi riconoscono inoltre bonus economici particolarmente elevati ai candidati che hanno maturato queste esperienze, rendendo il percorso ancora più appetibile. 
Quello che inizialmente era nato come uno strumento di formazione sta quindi assumendo le caratteristiche di una vera e propria strategia di carriera. 

 
MENO OPPORTUNITÀ PER CHI È ALL'INIZIO 

Se da un lato il fenomeno può apparire come una semplice manifestazione della meritocrazia, dall'altro solleva interrogativi sempre più rilevanti. 
Ogni posizione occupata da un candidato che ha già svolto uno o più clerkship rappresenta infatti un'opportunità in meno per un giovane laureato che cerca il proprio primo incarico. In altre parole, chi è già riuscito ad accedere a percorsi prestigiosi tende ad accumulare ulteriori vantaggi, mentre chi parte da una posizione meno favorevole incontra ostacoli sempre maggiori. 
Secondo gli autori dello studio, questa dinamica rischia di penalizzare soprattutto gli studenti provenienti da università meno conosciute, coloro che non dispongono di solide reti professionali e i giovani che non possono permettersi di rinviare per anni l'ingresso in lavori più remunerativi. 

 
IL RISCHIO DI UNA PROFESSIONE SEMPRE PIÙ ELITARIA 

La questione va ben oltre il mondo delle clerkship. Il fenomeno si inserisce infatti in una tendenza più ampia che interessa numerosi settori professionali contemporanei: la continua ricerca di credenziali aggiuntive per distinguersi dalla concorrenza. 
Master, certificazioni, stage prestigiosi, programmi internazionali e incarichi altamente selettivi diventano sempre più importanti per costruire una carriera di successo. Tuttavia, quando il valore attribuito a queste esperienze cresce eccessivamente, il rischio è che le opportunità migliori finiscano per concentrarsi nelle mani di un gruppo ristretto di persone. La conseguenza potrebbe essere la formazione di una nuova élite professionale, nella quale l'accesso alle posizioni più ambite dipende non soltanto dal talento e dalle competenze, ma anche dalla possibilità di investire tempo e risorse in percorsi sempre più competitivi. 

 
UNA RIFLESSIONE CHE RIGUARDA ANCHE L'EUROPA 

Sebbene il fenomeno emerga dal contesto statunitense, le questioni sollevate non sono estranee ai sistemi giuridici europei. 
Anche in Europa stanno assumendo un ruolo crescente i master specialistici, i tirocini presso istituzioni prestigiose, le esperienze internazionali e i percorsi di alta formazione. La sfida consiste nel trovare un equilibrio tra la valorizzazione dell'eccellenza e la garanzia di pari opportunità per chi desidera intraprendere una carriera nel mondo del diritto. 
La domanda posta dallo studio è destinata a rimanere aperta ancora a lungo: il sistema premia davvero i migliori oppure sta semplicemente favorendo chi ha già avuto accesso alle opportunità più prestigiose? 

 
IL FUTURO DELLE PROFESSIONI GIURIDICHE 

In un mercato sempre più competitivo, il valore delle competenze continuerà a essere fondamentale. Tuttavia, il caso delle judicial clerkships dimostra che il dibattito sull'accesso alle professioni giuridiche è tutt'altro che concluso. 
Comprendere come distribuire in modo equo le opportunità formative e professionali rappresenterà una delle sfide più importanti per il futuro del settore legale, non soltanto negli Stati Uniti ma in tutte le realtà che intendono coniugare merito, inclusione e mobilità sociale. 


A cura degli studenti sotto la Facoltà di Giurisprudenza e Ingegneria Informatica 

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