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I figli dell’algoritmo: chi educa una generazione cresciuta tra TikTok e AI?

22 June 2026 6 min. lettura

TRA SCROLL INFINITI E RISPOSTE ISTANTANEE: UNA NUOVA INFANZIA DIGITALE

Per la prima volta nella storia, un'intera generazione sta crescendo accompagnata da sistemi di intelligenza artificiale, algoritmi di raccomandazione e piattaforme progettate per catturare costantemente l'attenzione degli utenti.

Se le generazioni precedenti sono state educate principalmente da famiglia, scuola e comunità, oggi milioni di giovani trascorrono una parte significativa della propria formazione culturale e sociale all'interno di ecosistemi digitali come TikTok, Instagram, YouTube e sempre più spesso, chatbot basati sull'intelligenza artificiale.

La questione non riguarda semplicemente il tempo trascorso davanti a uno schermo.

La vera domanda è più profonda: chi sta contribuendo a formare il pensiero critico, i valori e la percezione della realtà delle nuove generazioni?

Perché ogni contenuto visualizzato, ogni video consigliato e ogni risposta fornita da un sistema di IA rappresentano una forma di influenza, e questa influenza, nella maggior parte dei casi, non è neutrale.

 

COME GLI ALGORITMI DECIDONO COSA VEDIAMO

Molti utenti immaginano TikTok come una piattaforma in cui ciascuno sceglie liberamente cosa guardare.

In realtà, il cuore del sistema è costituito da algoritmi di raccomandazione estremamente sofisticati.

Ogni interazione viene registrata:

  • Tempo di visualizzazione
  • Like
  • Commenti
  • Condivisioni
  • Ricerche effettuate
  • Contenuti ignorati

 

Tutti questi dati vengono utilizzati per costruire un profilo comportamentale sempre più preciso.

L'obiettivo della piattaforma non è necessariamente informare o educare.

L'obiettivo principale è mantenere l'utente online il più a lungo possibile.

Questo significa che il contenuto premiato non è sempre quello più accurato o utile, ma spesso quello capace di generare maggiore coinvolgimento emotivo.

Indignazione, paura, curiosità e conflitto diventano così strumenti di permanenza sulla piattaforma.

L'algoritmo non sceglie cosa è vero, ma sceglie ciò che probabilmente catturerà la nostra attenzione.

 

L'ARRIVO DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE COME NUOVO EDUCATORE INVISIBILE

Negli ultimi anni si è aggiunto un nuovo protagonista: l'intelligenza artificiale generativa.

Sempre più studenti utilizzano chatbot e assistenti virtuali per:

  • Fare ricerche
  • Riassumere testi
  • Chiedere consigli
  • Comprendere argomenti complessi
  • Ottenere spiegazioni personalizzate

 

Per molti giovani, l'IA sta diventando una delle prime fonti di consultazione quotidiana.

Questo fenomeno presenta enormi opportunità.

Un ragazzo può accedere a spiegazioni immediate, ricevere supporto nello studio e approfondire argomenti che in passato avrebbero richiesto lunghe ricerche.

Ma esistono anche criticità evidenti.

I sistemi di IA possono commettere errori, fornire informazioni incomplete o riflettere bias presenti nei dati con cui sono stati addestrati.

Il rischio non è l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, il rischio è sostituire il ragionamento critico con l'accettazione automatica delle risposte generate.

 

IL DIBATTITO: TECNOLOGIA CHE EDUCA O TECNOLOGIA CHE CONDIZIONA?

La posizione favorevole

Secondo molti esperti, le nuove tecnologie rappresentano uno strumento straordinario di democratizzazione della conoscenza.

Oggi un adolescente può:

  • Accedere gratuitamente a contenuti educativi
  • Imparare nuove competenze
  • Seguire corsi online
  • Confrontarsi con persone di tutto il mondo
  • Sviluppare capacità creative e imprenditoriali

 

In questa prospettiva, piattaforme e sistemi di IA ampliano enormemente le opportunità formative.

La posizione critica

Altri studiosi sottolineano invece alcuni rischi significativi.

Tra questi:

  • Riduzione della capacità di concentrazione
  • Dipendenza da contenuti brevi
  • Polarizzazione delle opinioni
  • Diffusione di disinformazione
  • Perdita di autonomia nel processo decisionale

 

Secondo questa visione, il problema non è la tecnologia in sé, ma l'assenza di strumenti adeguati per comprenderla e utilizzarla consapevolmente.

La vera sfida non consiste nel vietare l'innovazione, consiste nell'educare a conviverci.

 

LE CRITICITÀ REALI: CHI CONTROLLA GLI INSEGNANTI DIGITALI?

Uno dei principali problemi riguarda la trasparenza.

Gli algoritmi che determinano cosa vediamo ogni giorno sono spesso opachi.

Gli utenti conoscono i risultati delle raccomandazioni, ma raramente comprendono i criteri che hanno portato a quelle scelte.

Lo stesso vale per molti sistemi di intelligenza artificiale.

A ciò si aggiungono ulteriori questioni:

  • Raccolta massiva di dati personali
  • Profilazione comportamentale dei minori
  • Diffusione di contenuti manipolati
  • Deepfake e disinformazione
  • Dipendenza dalle grandi piattaforme tecnologiche

 

Quando un algoritmo influenza milioni di persone, la questione non è più soltanto tecnologica, ma diventa sociale, politica e giuridica.

 

IL PROBLEMA NON È TIKTOK E NÉ L'IA. IL PROBLEMA SIAMO NOI ESSERE UMANI

Spesso il dibattito pubblico si concentra sull'individuazione di un colpevole.

TikTok viene accusato di distruggere l'attenzione.

L'intelligenza artificiale viene descritta come una minaccia per il pensiero umano.

La realtà è più complessa.

Né TikTok né l'IA educano autonomamente una generazione perchè sono solo strumenti.

La differenza la fanno le competenze con cui vengono utilizzati.

Se scuola, famiglie e istituzioni sviluppano adeguate forme di alfabetizzazione digitale, queste tecnologie possono diventare potenti strumenti di crescita.

Se invece vengono lasciate operare senza alcuna guida critica, rischiano di trasformarsi in meccanismi di condizionamento difficili da comprendere.

Il problema non è l'esistenza dell'algoritmo, il problema è lasciare che sia l'algoritmo a svolgere da solo il ruolo educativo.

 

CASI CONCRETI: QUANDO GLI ALGORITMI INFLUENZANO IL COMPORTAMENTO

Negli ultimi anni numerose ricerche hanno evidenziato come i sistemi di raccomandazione possano influenzare significativamente le scelte degli utenti.

Basti pensare ai contenuti legati a:

  • Salute mentale
  • Immagine corporea
  • Politica
  • Informazione scientifica

 

In molti casi, la ripetizione continua di contenuti simili può creare vere e proprie "bolle informative", nelle quali l'utente viene esposto quasi esclusivamente a idee coerenti con quelle già manifestate.

Anche l'IA generativa sta iniziando a svolgere un ruolo analogo.

Sempre più persone chiedono consigli personali, professionali e persino emotivi a chatbot digitali.

Questo dimostra come tali strumenti stiano assumendo una funzione che va oltre la semplice ricerca di informazioni.

 

LA PROSPETTIVA FUTURA: EDUCARE ALL'ALGORITMO

Nei prossimi anni assisteremo probabilmente a:

  • Una diffusione ancora maggiore dell'IA nella vita quotidiana
  • Una crescente integrazione tra scuola e strumenti digitali
  • Nuove forme di educazione assistita dall'intelligenza artificiale
  • Maggiori obblighi di trasparenza per le piattaforme

 

In questo scenario, la competenza più importante potrebbe non essere imparare a usare l'intelligenza artificiale, potrebbe essere imparare a metterla in discussione.

La generazione cresciuta tra TikTok e chatbot non avrà bisogno soltanto di competenze digitali, avrà bisogno di spirito critico, capacità di verifica e consapevolezza tecnologica. Perché il futuro non dipenderà dagli algoritmi che utilizziamo, dipenderà dalla capacità degli esseri umani di comprenderli, governarli e contraddirli.

 

A cura degli studenti sotto la Facoltà di Giurisprudenza e Ingegneria Informatica.

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