Il colosso legale britannico investe nella formazione avanzata dei giovani professionisti: nasce il primo programma accademico focalizzato sulle tecnologie generative e sull'intelligenza artificiale applicata al diritto.
In un contesto sempre più dominato dall'automazione e dall'intelligenza artificiale, Freshfields Bruckhaus Deringer, tra i principali studi legali globali, ha annunciato il lancio di un innovativo programma post-laurea: un LL.M. in AI & Law, con l'obiettivo di formare giuristi capaci di dialogare con la tecnologia e comprenderne le implicazioni normative.
Un progetto pionieristico
Il corso, sviluppato in collaborazione con università e centri di ricerca partner, è stato pensato per i neo-avvocati e i praticanti che desiderano specializzarsi in diritto della tecnologia, intelligenza artificiale, privacy e regolamentazione digitale. L'iniziativa punta a colmare il crescente divario tra pratica legale tradizionale e le competenze necessarie per operare nel contesto attuale, sempre più digitalizzato.
Secondo quanto riportato da Artificial Lawyer, il programma offrirà un mix di teoria giuridica, casi studio reali e formazione pratica su strumenti di legal analytics, machine learning, sistemi di document review automatizzati e framework di compliance AI.
Un segnale al mercato legale
Con questa mossa, Freshfields si posiziona tra le prime grandi firm ad investire sistematicamente nella formazione legale tech-driven, anticipando una tendenza che potrebbe diventare centrale nei prossimi anni. In effetti, la proliferazione delle tecnologie generative sta già cambiando il modo in cui gli studi legali lavorano, redigono atti, interagiscono con i clienti e gestiscono le pratiche.
La capacità di comprendere e governare i meccanismi sottostanti l'intelligenza artificiale, dal funzionamento degli LLM alle implicazioni etiche e giuridiche dell'AI decisionale, sta diventando un prerequisito per i giuristi di nuova generazione.
Non solo tecnologia, ma anche diritto
L'obiettivo del LL.M. non è solo formare "programmatori con la toga", ma avvocati consapevoli, in grado di:
- valutare rischi legali e profili di responsabilità legati all'uso di AI;
- interpretare correttamente le norme emergenti (AI Act, NIS2, DSA);
- redigere policy interne e contrattualistica adeguata alle nuove sfide digitali.
Prospettive per l'Italia
Anche in Italia, dove il dibattito tra diritto e tecnologia sta crescendo, una simile iniziativa potrebbe rappresentare un punto di svolta. Gli studi legali italiani, in particolare quelli attivi nel campo del data protection, del fintech o del diritto penale informatico, potrebbero trarre ispirazione dal modello Freshfields per sviluppare percorsi interni o collaborazioni con università e poli di ricerca.
A concludere, il LL.M. in AI & Law di Freshfields non è soltanto una nuova offerta formativa, ma un manifesto culturale: il diritto non può più restare indietro, e la figura dell'avvocato deve evolversi di pari passo con la trasformazione digitale.
Per i lettori di Juris Novum, questa è una chiara conferma di ciò che affermiamo da tempo: il futuro del giurista è già qui ed è tecnologico.
A cura degli studenti sotto la Facoltà di Giurisprudenza e Ingegneria Informatica